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Il comune di Ribordone appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Parco Nazionale del Gran Paradiso

Nome Descrizione
Indirizzo Via Pio VII, 9 - 10135 Torino (TO)
Telefono 011.8606211
Fax 011.8121305
EMail segreteria@pngp.it
Web http://www.pngp.it
Le origini

L'origine del Parco Nazionale del Gran Paradiso è legata alle Lettere Patenti del 1821 promulgate dal Governo Piemontese le quali proibivano la caccia allo stambecco: si erano ridotti a meno di 90 esemplari. Nel 1856 le diverse di caccia dell'area del Gran Paradiso vennero unificate in una sola e nel 1919 il Re Vittorio Emanuele III la donò allo Stato per la costituzione del Parco Nazionale.

Il Regio Decreto

L'Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso è stato costituito con Regio decreto del 3 dicembre 1922, ha sede a Torino e un ufficio amministrativo ad Aosta. Oltre al personale di gestione ha un corpo di vigilanza (l'erede delle vecchie "guardie reali") costituito da una settantina di unità per la sorveglianza del Parco durante tutto l'anno.

Il territorio

Il Parco, primo per istituzione in Italia, è posto in territorio a cavallo fra la provincia di Torino (vallate dell'Orco e Soana) e la Val d'Aosta (Valli di Cogne, Savarenche, Rhèmes) su un'area di circa 70.000 ettari dominati dalla grandiosità del massiccio gruppo del Gran Paradiso (m 4061).

Gli obiettivi

Suo scopo è difendere, oltre la bellezza del paesaggio, la fauna, la flora e preservare le formazioni geologiche; complessivamente interessa i territori di 13 comuni (6 in provincia di Torino e 7 in Val d'Aosta) e confina ad ovest con il Parco Nazionale Francese della Vanoise con cui forma una grande area protetta estesa su 123.000 ettari.

Lo stambecco

Lo stambecco (Capra ibex) è l'animale simbolo del Parco Nazionale del Gran Paradiso; questo robusto e frugale animale può raggiungere l'altezza di 90 cm.
le superbe corna dei maschi possono raggiungere il metro di lunghezza ; è possibile stabilire l'età dell'animale contando i cerchi sulla parte posteriore delle corna, ad ogni cerchio corrisponde un anno. Gli stambecchi vivono in branchi, con femmine e piccoli separati dai maschi adulti. I piccoli nascono in giugno dopo circa sei mesi di gestazione. La sua vita media è di circa 15 anni. Il numero degli stambecchi presenti nell'area del Parco ha subito notevoli fluttuazioni: da una novantina presenti alle Regie Patenti (1821), si arriva a 2.300 (alla istituzione del Parco nel 1922) e a 3.865 nel 1933 quando l'Amministrazione venne centralizzata a Roma. Dopo l'ultima guerra si raggiunge di nuovo un minimo storico, con appena 419 capi.

Con la ricostituzione nel 1947 dell'Ente Parco a Torino, si ha una buona ripresa e si arriva a 3.822 capi nel 1962, ma il rigido invernodi quell'anno ne uccide 1.500. Segue una ripresa fino al 1976, con 3.760 capi, quando l'inverno fa una nuova decimazione. Dopo tale data, grazie anche ad inverni più miti, il numero è in continuo aumento e oggi si contano oltre 5.400 stambecchi. Il Parco ha anche condotto una notevole serie di reintroduzioni di questo animale in tutto l'arco alpino, creando 25 nuove colonie in attiva.

Altri animali - Flora

Seppur lo stambecco sia la specie più significativa, la fauna del Parco è notevolmente ricca anche di altre specie: più di 7.000 camosci (più piccoli degli stambecchi e con corna a tipica conformazione ad uncino), oltre 10.000 marmotte, poi ermellini, scoiattoli, donnole, faine, martore, tassi, lepri bianche, arvicole e volpi. Nell'avifauna spiccano oltre 10 coppie di aquile reali e molte altre specie di volatili. Da qualche anno ha fatto la sua ricomparsa l'avvoltoio degli agnelli.
Anche la flora del Parco è ricca e interessante: sul territorio si ha una fascia iniziale di boschi inferiormente di faggio e castano, poi più in alto di larice, abete rosso, e pino cembro. Ampiamente diffusi sono i pascoli alpini con ricchissime fioriture estive che includono alcune specie vegetali relitte delle grandi glaciazioni.
Nel 1955 in Valnontey (Cogne) il Parco ha istituito un Giardino Botanico Alpino in cui sono raccolte le specie più significative delle Alpi Occidentali. Nel Giardino sono ricostruiti numerosi ambienti naturali che permettono al visitatore di conoscere le piante come vivono in natura presentando oltre 1.500 specie. E' prossima l'apertura di una altro Giardino Botanico a Campiglia (Val Soana).